La Metà del Mondo: Milena Debenedetti

Scheda Autrice, La Metà del Mondo
24 ottobre 2020 
Diario di ErreBi 

Ho conosciuto Milena attraverso il racconto contenuto in Oltre Venere "Come noi li rimettiamo ai nostri debitori" e l'ho ritrovata in Distòpia, con un racconto che ho messo nella mia classifica personale dei preferiti.
La inserisco nel progetto La Metà del Mondo con molto piacere.
Durante lo scambio di messaggi, si è autodefinita una procrastinatrice; in realtà, a questo nuovo di giro di schede, è stata la prima a mandarmi il materiale, in tempo zero!
 

 

1. Sono una vecchietta del ’57, vivo da sempre a Savona, sono sposata, ho una figlia e da un anno anche un nipotino.  Laurea in chimica, un passato da ricercatrice con qualche brevetto alle spalle, poi altre attività assortite, fra cui l’impegno politico.

Amo la fantascienza da quando ero bambina, così come il rock, i fumetti, il cinema. Praticamente ero una nerd ante litteram, quando ancora si chiamavano sfigati asociali, e fra essi le donne erano minoranza delle minoranze. Il che fornisce la cifra del mio percorso di vita. Aggiungo la mia passione per l’agricoltura e la zappa sempre in mano nelle mie fasce dell’entroterra.

Scribacchiavo da sempre, dalle poesie ai romanzi improbabili, ma è solo dagli anni ’90 che, dandomi ai racconti di genere fantastico, ho avuto risultati: finalista a vari premi letterari, come il Courmayeur, l’Alien,il Lovecraft, vincitrice del Cristalli sognanti nel 2000  e del Galassia città di Piacenza nel 2005.

Ho pubblicato molto in rete fin dai primordi di Delos e di Fantascienza.com, poi in antologie cartacee di autori vari, per diversi editori,  situazioni in cui mi trovavo spesso a essere l’unica donna, fino a quello che giudico un traguardo importante, Distòpia di Urania, quest’anno. Dove per fortuna di donne siamo in parecchie, segno che qualcosa è cambiato.

Sempre su Urania, con un romanzo,  ho centrato due volte la finale senza vincere.

Nonostante amassi di più la fantascienza, tutti mi dicevano che ero più portata per il fantasy. Dopo aver scritto il mio primo racconto fantasy e aver vinto subito il Premio Courmayeur, mi convinsi che doveva essere vero.

Così partì la mia trilogia della Regola. “Il dominio della Regola”, uscito nel 2006 come primo titolo della collana Odissea fantasy e vincitore del Premio Italia l’anno successivo, “i maghi degli elementi”, del 2009, secondo classificato sempre al Premio Italia, e nel 2019 “il popolo spezzato”, pubblicato in formato elettronico per Delosbooks e vincitore del Premio Italia quest’anno.

Per Delosbooks sono usciti anche due e-book di science-fantasy: “Le trame del sogno” e “La  creatura del sogno”, seguito del precedente, e un racconto lungo, “Jeff” , nella collana Futuro Presente.

La mia idea, comunque, romanzi o racconti che siano, fantasy o fantascienza, è sempre concentrarmi sui personaggi, evitando il più possibile gli stereotipi specie al femminile, (ma non solo, includendo qualsiasi genere attuale o immaginario, biologico o artificiale, umano o alieno), sul creare scenari sociali diversi, sull’esplorare i rapporti fra umani e non in tutte le sfumature.

Per il futuro, con i sempre più scarsi neuroni senili vorrei tanto staccarmi dalle mie cupe visioni distopiche o dai mondi fantastici altrettanto cupi, e cimentarmi con il solarpunk, di cui dopotutto ho già scritto un racconto, incluso nell’antologia “Terra promessa” dedicata alla decrescita . Ci proverò. 

Il mio motto preferito? Una frase di Goethe, che recita più o meno: “Beato colui che per ottenere il suo posto nella vita non ha bisogno di comandare né di obbedire”.

Ossia conquistarmi la serenità esistenziale senza mai cedere a compromessi e senza mai dipendere, fisicamente o spiritualmente, da alcuno o da alcuna idea, politica o filosofica o religiosa che sia. Totale indipendenza di vita e di pensiero. E questo è quanto. 

1. Il 7 dicembre 2021 esce l'antologia Quando il sole bruciava, della collana Dystopica Delos Digital, che contiene il suo racconto Sotto un cielo che brucia, scritto nel 2000

Questo è tutto per il momento. Mi auguro di vederla presto in un racconto solarpunk. 

A presto.

Romina Braggion

 

 


 

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