#recensione Ballata per Lima

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Documentandomi per scrivere questo articolo: "Oblio e spreco, la doppia faccia della stessa medaglia" ne lessi uno pubblicato su concessione di Gian Filippo Pizzo  Quest'ultimo mi ha fatto scoprire una rosa di scrittrici di Fantascienza che meritano di essere lette. Daniela Piegai è una di queste e sono ben lieta di aver letto il suo romanzo "Ballata per Lima, il pianeta del riscatto" edito da Editrice Nord, collana Cosmo argento n° 103, nell'agosto del 1980 e vincitore del Premio Italia nel 1981.


Come sempre ho iniziato leggendo la presentazione di Inisiero Cremaschi. L'ultima frase mi ha quasi commossa per la galanteria, la modernità, il rispetto, il riconoscimento all'autrice. Va detto che il signor Cremaschi fu personaggio di spicco della cultura italiana negli anni ‘70 e ‘80, sceneggiatore, scrittore, autore e critico letterario. Fu anche promotore della fantascienza in Italia. 

Trama.
Il romanzo narra quattro situazioni diverse nelle quali i protagonisti si trovano a combattere, ognuno a proprio modo, contro un'entità robotica, la Macchina, che cerca di assoggettare il genere umano. Chi disobbedisce al Nuovo Ordine del Regolamento viene spedito su mondi prigione dai quali non si esce vivi. L'alternativa è essere ricondizionati diventando vegetali deambulanti.

Questo in poche parole è il succo del discorso. Ma la necessità e la mia propensione per la sintesi non rende omaggio all'opera di Daniela Piegai. 
Una delle ambientazioni si trova nella zona tra Ravenna e Forlì-Cesena ma, come tutte le altre potrebbe trovarsi in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo. Proprio questo è uno dei pregi del libro: tutto è molto familiare, conosciuto.
Anche lo stile semplice rende il testo comprensibile e scorrevole. Ma qui finisce la comfort zone.
Infatti l'autrice abbonda in eleganza e coinvolgimento. Il lettore si trova ammaliato, circondato, direi quasi ipnotizzato dalla sua capacità di dipingere la trama anziché scriverla; la signora Piegai infatti è anche pittrice di tele sfolgoranti di colore. 
La sensazione è davvero da provare, non è possibile spiegarla efficacemente in parole poiché interessa un ambito assai personale e intraducibile: il sogno.
Tutto è sogno in questo libro, pur trattando situazioni a volte orribili. Tutto è pennellato, diluito, armonizzato in una dimensione non onirica, badate, quanto piuttosto ideale per l'immaginazione di ognuno. Forse ancestrale, forse leggendaria, forse trasfigurata dalla carne al puro pensiero.

Generalmente scrivo le frasi che più mi colpiscono dei libri. Per questo romanzo avrei dovuto riempire il mio taccuino per la quantità di idee e visioni. Addirittura i capitoli diciannove e venti mi hanno sequestrata e teletrasportata all'interno di una tavolozza in movimento. Comunque delle numerose frasi ne ho segnata una che mi ha colpito più di altre: "Nessuno di noi è restato a lottare sul suo mondo perché la situazione cambiasse: abbiamo tutti scelto una libertà già pronta".

Di cosa parla questo libro? Non parla, si libra. Qual è il tema di questo libro? Ognuno può trovare il proprio e contestualizzarlo nella situazione desiderata. 
Un'opera notevole, da leggere e rileggere, da studiare, da immaginare poiché spiegarla è impossibile. 
Il massimo del risultato con la più grande semplicità lessicale. Ecco il mio concetto di perfezione.
Da leggere assolutamente.

A presto.
Romina Braggion




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